CAPITELLI

Si comincia a parlare di capitelli dal XII secolo.
Venivano costruiti nei luoghi di confine, agli incroci delle vie di comunicazione, sui valichi oppure in luoghi dove la tradizione popolare individuava una motivazione religiosa alla costruzione.
Fino alla metà del XX secolo ed in alcuni paesi ancora oggi, sono meta della celebrazione delle Rogazioni, processione effettuata per chiedere la protezione divina contro i danni dovuti al maltempo. Nelle campagne venete può capitare di incontrare un capitello dove sono presenti delle croci costruite dai contadini e benedette appunto in occasione di queste processioni.
Ancora oggi è tradizione in particolari momenti dell’anno liturgico raccogliersi in preghiera per il rosario, soprattutto nel mese di maggio, mese dedicato alla Madonna. Può anche succedere vi venga celebrata la S.Messa. Negli ultimi anni sono frequenti i restauri, in qualche caso anche la ricostruzione, o costruzione di Capitelli, per fare memoria di un avvenimento, oppure per creare comunità; infatti, come nei tempi passati, sono ancora gli abitanti del luogo che si fanno promotori.
Ci sono diversi forme di capitelli: le nicchie, i tabernacoli, i sacelli, le croci. Esiste  un capitolo sui capitelli nel libro “Uno sguardo su Brendola” ed una pubblicazione sul capitello di S. Valentino curati da Storato Giuseppe.