VIA GOIA – STRADA DEI CATTINI

La ricerca è stata stimolata dalla decisione dell’Amministrazione Comunale di riattare la vecchia strada di Goia, ribattezzata recentemente Via dei Carri in onore a S. Bertilla Boscardin, santa di origine brendolana. La curiosità di riconoscere e comprendere il sito e la storia del luogo spinge a cercare spiegazione di manufatti ed opere ormai datati e di difficile ripetizione per i tempi moderni. Tante volte e tanti giorni passando nell’attuale stradina di via Goia mi sono interrogato sulle mura di sasso nero che fiancheggiano la strada ipotizzando congetture e fantasie sulle origini e sui costruttori di tale manufatto. Partendo infatti dall’antico capitello posto all’incrocio con via Muraroni ed andando in direzione di contrà Valle una alta mura di sasso nero fiancheggia la strada e getta la sua ombra sulla carrareccia . Non possiede tale mura le caratteristiche di un manufatto di difesa, nello stesso tempo sembra una esagerazione come mura di cinta di una proprietà. Non è certamente recente, ma non mostra i segni dei secoli con fondamenta ampie e con materiali antichi. Non poteva mancare la scoperta di materiale di epoca romana negli scavi di qualche nuova costruzione lungo la via per creare ulteriore interesse ed interrogativo.

Consultando la mappa d’avvio e le carte austriache del regno lombardo veneto si rinviene che la via dei carri era una strada discretamente utilizzata ed importante nel mondo rurale di Brendola. La situazione conoscitiva migliora dopo aver rintracciato documenti nell’archivio comunale che giace sempre in condizioni pietose e pericolose. Abbiamo rintracciato tutta la documentazione in merito che parte con precisione dal 1838, ma fa riferimento a precedenti interessi e discussioni, datati 1831 e 1835. Il primo documento utile per una ricostruzione storica è datato anno1835 e fa riferimento alla strada che ci interessa denominata al tempo “ Strada dei Catini”. La famiglia Catini viveva, prima che arrivassero i Zanuso ed i Ziggiotti, all’inizio della strada presso l’attuale pizzeria Valle ed aveva dato il nome alla strada.

Via Goia attualmente è la continuazione di via S. Bertilla, che partendo dalla strada provinciale conduce alla casa di riposo , ultima costruzione a sinistra della via intitolata alla santa medesima.

All’interno dell’area di proprietà delle Suore Dorotee è inglobata la vecchia casa natale di S. Bertilla Boscardin, di cui tratteremo successivamente. La segnaletica posta all’inizio di via Goia precede di 20 metri una curva a gomito che lascia intravedere sulla sinistra i resti di una stradina bianca che un tempo, via comunale importante, conduceva in località Soastene e proseguendo verso il vecchio palazzo Beschin si biforcava in un tronco che, in direzione della strada del Melaro, sbucava all’altezza dell’attuale confine dell’area di competenza dell’autostrada Milano Venezia ed in un tronco che proseguiva in direzione della casa Balestro, da dove alla base del monte giungeva ad Altavilla, dove prendeva il nome di strada della Perara; questa era una strada lastricata a sottolinearne l’importanza nel sistema viario. La strada comunque continua mostrando sempre sulla sinistra l’accesso a casa Boeche, Cenghialta e la trattoria Maffei , mentre sulla destra si accede direttamente a casa Viale, Fanton, Festival e Corato. Siamo così giunti davanti al capitello, sulla sinistra l’inizio di via Muraroni e a destra, davanti a casa Corato, inizia una lunga ed alta mura di sasso nero. Stranamente questa parte di Brendola è caratterizzata da sassi di origine vulcanica ben diversi da quelli di calcare rintracciabili a S. Valentino.

A SINISTRA Dopo una breve salitella un magnifico gelso a sinistra sporge la sua meravigliosa chioma sulla strada . A sinistra inizia una serie di accessi: a casa Lovato, Beggio, Di Lella, Bolzon, Muraro, Cerato, Cenghialta, Fanton…

A DESTRA continua la mura di sasso nero che si interrompe in corrispondenza della casa Visonà e successivamente presenta una piccola rientranza, dove un tempo esisteva un pozzo; finisce con il cancello di accesso alla proprietà Cenghialta Giovanni.
Via Goia termina dopo la curva posta sul lato est di casa Muraro e continua con via Scarantello per giungere a raccordarsi con via Lamarmora e Valle poco dopo la pizzeria De Carli e casa Munari ex Anguissola. L’attuale via Scarantello da Casa Muraro fino al Capitello posto davanti all’accesso alle case Perazzolo non esisteva.

Tentiamo di capire come siano mutate le condizioni di vita e di transito nel tempo e di dare spiegazione dell’attuale situazione viaria. E’ doveroso ricordare come Gogia o Zogia, come veniva chiamata in passato, sia sempre stata una zona densamente popolata. La strada che ora si stacca da via Lamarmora e passando davanti alla pizzeria De Carli e casa Munari ex Anguissola giunge fino alla casa di riposo S. Bertilla un tempo era denominata Strada Dei Cattini. In passato seguiva un percorso diverso dall’attuale tracciato che risale al 1848.

Per arrivare a dare spiegazione dei cambiamenti proviamo a partire dall’elenco dei vecchi proprietari della zona riportando l’ Estimo generale del 1665 e l’Estimo comunale del 1670. Questi documenti ci permettono di conoscere i proprietari del tempo, non certo tutte le persone che abitavano il sito, senza ombra di dubbio molto più numerose e in condizioni di vita disperate. Siamo in epoca veneziana e la stima dei poderi viene fatta in ducati. Il diverso valore attribuito alle proprietà ci permette di valutare la reale situazione abitativa della gente. Inoltre possiamo scoprire le condizioni e la presenza di tanti nostri antenati il cui cognome continua a ripetersi ai nostri giorni.

L’elenco dei possidenti:

CARLO ANGUSSOLA QUONDAM Anzolo Una casa da lavoratore con cassi quattro teza con due campi

BATTISTA DONNAGEMMA Una casa murata pagliata sollarata d’una camera corte horto; ducati 25

ANTONIO BONATO Un cason da paglia con terra contigua; ducati 30

FRANCESCO BONATO Un cason da paglia di due camere et una casa d’una camera murata, cuppata, fabbricata nuovamente era di Bernardin Toneza corte, horto con terra contigua de quarti tre; ducati 140

NICOLO’ TROMBETTA ET ANTONIO BETTOLA SUO GENERO Un cason di due camere coperto da paglia corte horto; ducati 48

DOMENICO TREVISAN Un cason murato e pagliato con mezo campo;

ANTONIO DALL’ALPI IN LOCO DI NICOLO CABIANCA Una casa cuppata murata sollarata d’una camera et altra coperta da paglia con terra de quarti tre; ducati 140

GIACOMO DALLE PORTE IN LOCO DEL QUONDAM PIETRO MALLIGNANO Una casa murata cuppata sollarata corte horto forno et campo uno; ducati 126

BATTISTA E FRATELLO QUONDAM ZUANNE GUZZONATTO Una casa murata coperta da paglia con un casso teza pur da paglia, corte horto; ducati 100

ISEPPO QUONDAM ZUANNE GUZZONATTO IN LOCO DI MICHIEL GUZZONATTO Una casa murata cuppata sollarata d’una camera con casso di teza coperta da paglia corte et horto con terra arrativa; ducati 130

BATTISTA GUZZONATTO QUONDAM GREGORIO Una casa murata cuppata sollarata d’una camera con sezonta attaccata a detta casa con forno corte et horto. Ducati 75

SEBASTIAN PEZZIN Una casa murata cuppata et sollarata con una sezonta coperta da coppo, corte horto con terra contigua; ducati 120

GIROLAMO QUONDAM ZAMARIA BOECHE Una casa murata cuppata sollarata con una cameretta coperta da paglia , metà di horto e corte; ducati 40

MESSER ANTONIO BOECHE Una casa murata cuppata sollarata et altra cameretta coperta di paglia con metà di horto e corte; ducati 40

BATTISTA CREMONEDO Una casa murata cuppata sollarata un cason forno, corte horto e tera zappativi monticala; ducati 90

BATTISTA BEDIN Una casa murata cuppata sollarata d’una camera forno corte horto; ducati 40

DOMENICO E FRATELLO DI ROSSI QUONDAM GIROLAMO Una casa murata cuppata sollarata intavellata con sezonta forno zuppata corte horto; ducati100

SANTO MARTELLO UXORIO NOMINE IN LOCO DEL QUONDAM ZUANNE DI ROSSI SUO SOCERO Una casa murata cuppata sollarata d’una camera comun moraro corte horto; ducati 30

BATTISTA DI DONNA Una casa murata cuppata sollarata d’una camera con portico coperto da paglia, corte horto;80

EREDI DI MENEGHIN BUFFO Un cason murato, pagliato d’una camera corte horto e terra contigua; ducati 44

GIACOMO RIGONI Una casa murata cuppata sollarata d’una camera con due camere coperte da paglia; ducati 98

MONSIGNOR ARCIPRETE DI BRENDOLA PER LEGATO DEL QUONDAM SIGNOR GUIDO REVESE GODE L’AFFITTO DELLI HEREDI DI MENEGHIN BUFFO Cason e terra; ducati 36

GUIDO E FRATELLI FERRAMOSCA Una casa murata cuppata de due camere et un campo; ducati 100
Una casa da coppo hora in dicti signori conti derupatta la qual era de due camere con terra arrativa. Ducati 170

ACQUISTÀ DA QUONDAM ISEPPO FREALDO QUAL TERRA ACQUISTA IN DICTO LOCO CON MURAGLIE DALLI QUONDAM ANTONIO ED ALTRI CATTINI PER ISTRUMENTO 1614, 16 SETTEMBRE Una casa murata cuppata sollarata hora dirupata la qual sono una poca di teza e MURAGLIE; ducati 30

GUIDO E FRATELLI FERRAMOSCA BENI CHE POSSEDE IN LOCO DEL REVERENDO SIGNOR DON PIETRO VESPA VESCOVO DI CIPRO QUALI BENI ERANO IN PARTE DELLI ANDREATTI E FERISATTI Un cason con terra contigua acquistata da Domenico quondam Sebastian Muraro; ducati 100
Una casa cuppata ora discoperta e sollarata con terra; ducati 100

SIGNOR CO. GIO. BATISTA VALMARANA IN LOCO DELLI SANTINI Una casa murata cuppata sollarata di due camere con cassi de teza murata coperta da copo corte et horto; ducati 260.

I tempi cambiano e cambiano anche i possidenti della zona come possiamo rilevare nella mappa d’avvio del 1809, ma la strada conserva ancora lo stesso nome e lo stesso tracciato.

Troviamo alcuni nuovi proprietari:

FOLCO SIGNOR GIUSEPPE DEL FU GIOVANNI Casa mediocre da bracente affittata orto e poca corte

RENGHIERO GAETANO DEL FU GIUSEPPE Casa infima da bracente affittata orto

SIGNORATO BERNARDO DEL FU DOMENICO Casa infima da bracente abitata

BORTOLIN FRANCESCO DEL FU GIROLAMO Casone coperto da paglia infimo abitato

BUFFO REVERENDO SIGNOR PIETRO DI GIOVANNI Casa infima abitata

ANGUISSOLA SIGNOR GABRIELE DEL FU CONTE VINCENZO Casa simile

PEREZZOLO GIUSEPPE E FRATELLO DEL FU BATTA Casone mediocre abitato coperto a paglia

PEREZZOLO GIOVANNI DEL FU GIUSEPPE Casa infima abitata

PEREZZOLO GIUSEPPE DEL FU GIUSEPPE Casa infima affittata poca corte

SCHIO SIGNOR LODOVICO DEL FU CONTE GIOVANNI Casa infima affittata

RIGHI ORAZIO Casa infima affittata

AGOSTIN DEL PIO LOCO DI S. MARCELLO DI VICENZA Casa infima abitata

FACIN GIUSEPPE E FRATELLO DEL FU DOMENICO Casone infimo abitato

MARZI BORTOLO DEL FU GIOVANNI Casa infima affittata

FERETTO GIUSEPPE DEL FU DOMENICO Casa infima abitata

LOVATO AMADIO DEL FU GIROLAMO Casa mediocre abitata, poca corte orto Barchesetta infima

ANGUISSOLA SIGNOR GABRIELE DEL FU CONTE VINCENZO Casa infima da bracente affittata

MURARO ANTONIO DEL FU PIETRO Casa infima abitata Casone infimo abitato poca corte

MURARO ANTONIO DEL FU GIROLAMO Casa mediocre affittata corte

MURARO FRANCESCO E FRATELLO DEL FU MICHELE Casa mediocre abitata corte

RENGHIERO MICHELE DEL FU SEBASTIANO Casa mediocre abitata

BUFFO GIACOMO DEL FU BATTA Casa infima abitata poco orto

PILLA DOMENICA DEL FU ANGELO Casa infima affittata

BOECHE DOMENICO DEL FU GIOVANNI Casa mediocre da bracente abitata Casone coperto a paglia ad uso stalla

BOECHE ANGELO DEL FU DOMENICO Casetta infima abitata poca corte

BOECHE ANGELO DEL FU ANTONIO Casetta simile poca corte

BOECHE GIOVANNI DEL FU ANTONIO Casetta simile poca corte

BUFFO REVERENDO DI GIOVANNI Casa infima affittata  Casa infima abitata Casa simile

MURARO ANTONIO Casa mediocre affittata corte

CAPITANIO GIUSEPPE DEL FU GIOVANNI Casa mediocre da boaria una

MURARO OTTAVIO DEL FU ANGELO Casa infima da braciante abitata corte orto

CENGHIALTA FRANCESCO DI GIROLAMO Casa mediocre abitata corte orto

SIGNORATO BATTA DEL FU BERNARDO Casa infima abitata poca corte

DONAGEMA TOMMASO DEL FU GIACOMO Casa simile poca corte orto

DONAGEMA PIETRO DEL FU DOMENICO Casa simile

DONAGEMA GIOVANNI MARIA DI MARCO ANTONIO Casa infima abitata poca corte orto Casa simile

BEDIN DOMENICO DEL FU ANTONIO Casa infima abitata

DONAGEMA ANTONIO DEL FU PIETRO Casone infimo abitato coperto a paglia

MURARO ANGELA DEL FU FEDELE Casa infima abitata

DONAGEMA MARCO ANTONIO DEL FU GIOVANNI MARIA Casa infima abitata

DONAGEMA GIOVANNI DEL FU GIOVANNI MARIA Casa mediocre abitata Casa infima abitata

ANGUISSOLA SIGNOR GIUSEPPE DEL FU VINCENZO Casa mediocre de boarie una affittata corte e poco orto

GOGIA IN PIAN BOSCARDIN ANGELO DEL FU BATTA Casa mediocre da bracente

SCHIAVO GIOVANNI DEL FU DOMENICO Casa mediocre abitata orto

MURARO GIUSEPPE DEL FU DOMENICO Casa infima da bracente abitata

BUFA PASQUA VEDOVA DEL FU FRANCESCO MESARIN Casone coperto a paglia inferiore, poco orto

GIACOMELLO SIGNOR ANTONIO Casone coperto a paglia inferiore

SCHIO SIGNOR LODOVICO DEL FU GIOVANNI  Casa grande affitata (mappa n°29) Casa da bracente mediocre affittata corte et orto(mappa n°33) Casa mediocre da boarie una affitata ( mappa n°34) Casa da bracente infima Casa da bramente mediocre affittata (mappa n°35)  Oratorio Proprietà che diventa Zanuso

PORTO SIGNOR LUIGI E FRATELLI DEL FU ANTONIO Casa mediocre da boarie una affittata (mappan°24) Casa mediocre da boaria due affittate (mappa n°26) Come abbiamo riportato la famiglia Boscardin era presente e ora ci permettiamo alcune righe su Santa Bertilla uscita da questa modesta famiglia brendolana e sulla sua casa.

SANTA BERTILLA BOSCARDIN E LA SUA CASA NATALE

Anna Francesca Boscardin nacque il 6 ottobre 1888 nella casa ora inglobata all’interno della attuale moderna struttura assistenziale. La grande casa di riposo è sicuramente il miglior riconoscimento per illustrare il nome di Santa Bertilla, la santa della carità nascosta, disponibile a solidarizzare con ogni sofferenza ed emarginazione. La costruzione è’ stata iniziata nel 1982 ed inaugurata l’anno successivo su un’area di quattro ettari circa.

Angelo Boscardin, nato nel 1859 e la moglie Maria Teresa Benetti, nata a Montecchio Maggiore nel 1866, sposi nel 1887 oltre a suor Bertilla ebbero ancora due figli: Giovanni Battista nato nel 1891 morto di tubercolosi nel 1921 ed Abramo nato nel 1893 e deceduto a tre anni. Anna Francesca frequenta le scuole del paese fino alla terza classe e contemporaneamente aiuta la madre in casa ed il padre nei campi. Gli ultimi parenti, i cugini della Boscardin, se ne vanno come tanti paesani in Brasile, emigranti per sfuggire alla fame ed agli stenti. Annetta rimane e riceve la prima comunione nel 1897 e nel 1905 entra nell’Istituto Farina delle Suore di S. Dorotea a Vicenza. Riceve il nuovo nome di Maria Bertilla e passa il primo anno di noviziato alla Casa Madre, assegnata alla lavanderia, al forno ed alla cucina. Nel 1906 viene inviata all’ospedale di Treviso per il secondo anno di noviziato, dove continua il lavoro in cucina in attesa della professione religiosa che arriva nel 1907. Nel 1908 viene inviata per la prima volta in reparto ed allo scoppio della Grande Guerra viene assegnata all’assistenza ai soldati. Dopo la rotta di Caporetto viene trasferita in Brianza e successivamente a Como. Nel 1919 richiamata a Vicenza e rispedita a Treviso muore il 17 ottobre 1922. L’11 maggio 1961 viene proclamata Santa dal Papa Giovanni XXIII. Conosciuta come la suora “comodino” ed “oco”, come amava autodefinirsi con intelligente ironia, diventò Santa continuando ad andare “per la via dei carri”. In suo onore la strada che da questo luogo conduce alla Chiesa Parrocchiale di S. Michele è chiamata “la via dei carri”. Santa Bertilla ha onorato con questo suo percorso verso Il Signore tutta la povera gente che abitava questa contrà. La via dei carri torna dunque al centro dell’attenzione della nostra società piena di pretese ed assetata di straordinario, di visioni, di apparizioni con tre parole eccezionali: umiltà, semplicità e carità.

La visita vera e propria alla casa natale non manca di suscitare forti emozioni e commozione. La vecchia casa dove Annetta nacque e crebbe ha subito un restauro rispettoso che custodisce gelosamente le testimonianze della povera vita di una famiglia contadina: la cucina a calce con il secchiamo in pietra e le quattro pignatte d’uso quotidiano, la stalla il piccolo porticato con il modesto fienile. Si possono vedere piccole stanze con elementari ed indispensabili cose tipiche di un ambiente povero e contadino, utensili semplici che venivano usati nei campi ed in casa. Al piano superiore la camera dei genitori, il bugigattolo dormitorio del fratello separato con una fragile pareti di assi dalla cameretta della santa. Un cavalletto che regge il pagliericcio comune a quei tempi a chi faticava a sbarcare il lunario, la vecchia sedia impagliata, la cassapanca che porta gli unici ricami scavati dai tarli e sopra il letto il crocefisso, il tradizionale quadretto della Sacra Famiglia. Sempre al piano superiore le povere disponibilità della santa: la logora veste, la sua misera valigetta, il rosario, il lenzuolo che l’avvolse nella bara e recante le tracce della sua sofferta agonia, la conca di legno per lavare: umilissimi strumenti rivalutati e resi splendidi dalla enorme carità di S. Bertilla. Davanti alla casa è posto un gruppo marmoreo che ritrae Santa Bertilla in mezzo ai bambini che esprime con ridente serenità la grande ospitalità del luogo posto sul declivio della collina.

Torniamo alla storia della strada.

Negli atti della seduta del Consiglio Comunale di Brendola ch’ebbe luogo il giorno 27 dicembre 1835 tra le altre cose trattate troviamo la seguente:

Finalmente la Deputazione Comunale in vista che l’attuale strada dei Cattini che mette nella contrada di Goia è si fattamente disastrosa ed incapace per la di lei situazione di riportare alcun miglioramento, così posta alla sanzione del Consiglio Comunale la di lei soppressione, accettando invece la sostituzione già offerta dal Benemerito Sig. Bortolo Zanuso, il quale s’incarica di fornirne una di nuova nei propri fondi ed a tutte sue spese sotto la sorveglianza della Deputazione Comunale col patto speciale però ch’egli possa unire ai propri fondi limitrofi quello che si andrà ad abbandonare. Passati allo scrutinio segreto si ottennero voti favorevoli 17 contro 0.
Così venne la detta proposizione approvata.
La deliberazione comunale sembra inequivocabilmente chiara e precisa. Ma la proposizione approvata non produce alcun effetto perché ritroviamo, qualche anno più tardi, una nuova richiesta di Bortolo Zanuso.

Brendola 1 febbraio 1838

Alla Deputazione Comunale di Brendola
Bortolo Zanuso fu Girolamo,possidente domiciliato in questo Comune ha la di lui casa di abitazione circondata da una strada comunale detta di Goja che partendo dal punto della casa Feretto e dirigendo verso sera per mezzo ai di lui fondi arriva allo Scaranto di Valle dirimpeto al luogo di una boaria. Questa strada come è ben noto a questa Deputazione è ridotta uno scaranto assolutamente intransitabile per i ruotabili e per i pedoni. Per allontanare questa strada dal di lui abitato e per sottrarsi dai danni a cui sono sottoposti i di lui fondi dai passeggeri propone e si obbliga tutte sue spese di costruirne una nuova la quale provenendo da un angolo dei di lui fondi medesimi dal punto delle case Feretto ….. e procedendo rettamente fino all’altra strada comunale detta dello Scaranto al punto delle case Perazzolo, più breve di maggior comodità agli abitanti di quella contrada a cui deve specialmente servire, non solo ma a tutti i comunisti, dietro alla fatta proposizione si lusinga il ricorrente che la …. Deputazione a cui è ben noto la posizione del di lui abitato , lo stato attuale della strada comunale e la sostituzione a proprie spese di altra maggior comodità agli abitanti voglia favorevolmente accompagnare la presente alla Superiore Autorità onde possa essa ordinare i rilievi d’arte che pure a proprie spese saranno soddisfati

La delegazione Comunale, rappresentata dai deputati Pilla e Facchini, ricevuta la richiesta in data 2 febbraio 1838 invia al Regio Commissario di Vicenza la supplica. I rilievi per la nuova strada sarebbero rimasti a carico dell’ing. Scaldaferro Pietro e Villanova Niccolò di Vicenza. Quest’ultimo ingegnere aveva redatto un progetto di riattazione che andremo a vedere successivamente. La determinazione a procedere questa volta dà i suoi frutti perché in data 8 aprile viene pubblicato presso la sede municipale il seguente avviso.

Da Vicenza arriva l’autorizzazione a pubblicare

Il seguente AVVISO (N° 472)

Il Sig. Bortolo Zanuso fu Girolamo possidente domiciliato in Brendola ha domandato la soppressione a suo favore d’un tronco di strada Comunale detta di Goja che parte dal punto della casa Zanuso Ferretto e divergendo verso sera fra i di lui fondi arriva allo scarnato di Valle dirimpetto al suo casale, mediante sostituzione a tutte sue spese di altro vicino tronco che ugualmente dall’incidato luogo e proseguendo in linea retta giunge alla strada comunale detta dello Scarantello al punto della casa Perazzolo. Chiunque avesse delle eccezioni alla indicata soppressione dovrà averla insinuata in scritto entro questo mese dopo il quale non saranno più accettate esi progredirà alle ulteriori pratiche di regola

La pubblicazione dell’avviso, atto dovuto, sembrava non destare particolare interesse nella popolazione impegnata a reperire le minime risorse per vivere. Ma in realtà, entro il termine stabilito, arriva al regio commissario la prima osservazione, datata 14 aprile 1938, inoltrata dai sig. Vinante Giuseppe e Santo Beltrame

Sin dallo scorso inverno li Sig. Bortolo e fratello Zanuso fu Girolamo di Brendola intrapresero sui propri fondi, situati in Goja di Brendola suddetta , la costruzione di una strada che partendo dalla Comunale dei Cattini, contigua alla casa di Teresa Feretto da quivi pareva dirigersi al mezzogiorno per attraversare li due scaranti Pardon e Perazzolo Bastianello, ed unirsi ad una strada consortiva che arrivava fino ai due scaranti stessi partendo dalla Piazzola di Valle di ragione del Perazzolo, custode Bozzetti, e dei ricorrenti signori Beltrame Santo e Vinante Giuseppe, ai quali usualmente ebbe sempre a servire come cosa di loro proprietà.

Nessun reclamo mossero li sottoscritti finchè questi lavori dei proprietari Zanuso praticavansi sui loro fondi, ma presentemente arrivarono a compiere l’operazione che parevano meditare e dalla casa Feretto e strada Cattini attraversando li Scaranti Pardon Perazzolo, anche con operazioni male adatte impedienti il libero corso delle acque ed inabili a sostenere la strada, giunsero ad unirsi al mezzogiorno alla ricordata strada consortiva di ragione dei sottoscritti ricorrenti.Ebbero anche a manifestare essi signori Zanuso la loro intenzione, quella cioè di fare che il rimanente della contrà di Goia, inverso a tramontana avesse a scaricare, e ad usare di detta nuova strada, indi della consortiva dei sottoscritti per arrivare al punto della Piazzola di Valle fu Anguissola, onde poter essi Zanuso in unione alli Signori Ziggiotti distruggere ed appropriarsi l’antica strada comunale detta dei Cattini per lungo tratto dalla casa surriferita Feretto infino alla ricordata Piazzola di Valle, al palazzo fu Anguissola ora Ziggiotti, dacchè emerge dall’avviso di questo Imperial Commissariato al giorno 31 marzo 1838 n° 472, pubblicato dalla Deputazione Comunale di Brendola nel giorno 8 corrente aprile. Per quel diritto che hanno tutti li comunisti possidenti ed utenti della ricordata strada comunale Cattini potrebbero li sottoscritti opporsi, e si oppongono infatti alla sua distruzione, intendono anche sia questo apposito ricorso per la conservazione della medesima, e che venga ordinato all Comune di sostenere i propri diritti nella forma di legge; ma come proprietari consorti della loro strada consortiva dallo scaranto Pardon a tramontana infino alla ricordata Piazzola di Valle a mezzogiorno dichiarano e protestano di non voler permettere il passaggio a chicchessia estraneo al consorzio della strada medesima, ed implorano che venga ingiunto alli fratelli Zanuso di togliere ogni comunicazione della nuova strada eretta sui loro fondi colla strada consortiva alli prericordati scaranti Pardon e Perazzolo;certi che l’autorità e giustizia di questo Imperial Regio Commissariato vorrà adottare le misure più energiche perché non sia lesa la loro proprietà e diritti, e salvo l’esercizio di ogni loro azione nelle vie ordinarie civili.

Le carte dell’archivio non possono riprodurre il clima e le molte discussioni del tempo, ma ci aiutano a capire che anche nel passato certe iniziative non lasciavano tanto tranquilli i cittadini che si associavano alla protesta del Vinante e del Beltrame con questa prima richiesta a sostegno della conservazione della vecchia strada.

In seguito gli abitanti della contrada intervengono a precisare posizioni e richieste sottoscrivendo la loro opinione vediamo le firme nella foto.

Giuseppe Perazzolo, Giovanni Perazzolo, Giovanni Muraro, Dominico Muraro, Antonio Muraro,  Battista Faccin, Antonio Muraro, Battista Perazzolo, Genitti custode, Angelo Tamiozzo, Domenico Capitanio, e con la “crose”

+ Angelo Perazzolo,
+ Giovanni Fortunato,
+ Girolamo Beschin,
+ Domenico Muraro,
+ Giovanni Capitanio,
+ Domenico Donagema,
+ Francesco Bergamin.

Più che i testi in queste pagine è piacevole vedere le firme e le presenze di tanti nomi che continuano ad essere presenti a Brendola. La prima firma è quella del nonno di Santa Bertilla  Angelo Boscardin che firma anche per Angelo Cesan, Più in sotto abbiamo anche il nome di Giovanni Battista Boscardin padre di Angelo, Angelo Buffo, Santo Tovo, Michele Tamiozzo, Antonio Guzzonato, e le “crose” di

+ Francesco Corato,
+ Angelo Muraro,
+ Piero Muraro,
+ Pietro Donagema,
+ Carlo Buffo.

A queste osservazioni dei residenti non poteva mancare la risposta del Zanuso che distingueva la posizione dei ricorrenti Vinante Giuseppe , Santo Beltrame dagli altri residenti, e in ogni caso sosteneva il grande vantaggio della nuova strada che era disponibile a costruire a tutte sue spese.
Il fronte degli oppositori si spacca ed alcuni precisano che non si oppongono al progetto limitando la richiesta al proseguimento della strada nuova fino alla Piazzola di Valle.
Abbiamo un incontro tra l’ing.NiccolòVillanova Zanuso e i possidenti della zona. In seguito il 28 settembre 1839 arriva la delibera della deputazione comunale che giunge all’approvazione del progetto di permuta della vecchia strada con il nuovo tratto che i Zanuso si impegnano a costruire. Nel frattempo era stata raccolta la documentazione sulla reale proprietà comunale della strada dei Cattini, confermata dalla consultazione del Censo provvisorio e dalla dichiarazioni di due dei più vecchi abitanti e del parroco, come richiesto dall’Imperial Regio Commissariato di Vicenza.

I due vecchi abitanti del paese a certificare la proprietà comunale sono Antonio Cavazza e Pietro Tapparo ed il vicario Giupponi Domenico

La storia non finisce in questa data perché la pratica della nuova strada è ricca di tanti altri documenti.
Inizia la guerra per valutare l’opportunità e la bontà dello scambio. Il progetto del nuovo tronco stradale costruito dai fratelli Zanuso era stato redatto dall’ing. Formenton in alternativa a quello di riattazione dell’ Ing. Civile Nicolò Villanova. Le difficoltà della permuta non si registrano in Comune, ma presso il commissario distrettuale di Vicenza che interpella in data 8 febbraio 1841 l’ Ing. Civile Nicolò Villanova .Questi spiega che la spesa prevista dal suo progetto di riattazione, della vecchia strada dei Cattini conteggiava anche il costo per il ponte sopra lo scaranto passante vicino ai Zanuso. A Vicenza l’ingegnere Villanova godeva di notevoli appoggi e sostegni per cui la permuta viene bloccata.

I Zanuso sostenevano infatti che il vecchio Progetto Villanova a carico del Comune prevedeva la spesa di austriache lire 1444.53, mentre con il nuovo progetto Formenton il Comune veniva a spendere solo 934.99 lire austriache perché le 425,27 necessarie per la strada nuova da casa Ferreto alle case Perazzolo, erano in carico ai Fratelli Zanuso.

In data 10 luglio 1941 il regio commissario distrettuale di Vicenza invia una lunga missiva in risposta alla proposta di permuta dei fratelli Bortolo e Luigi Zanuso.

Non trovasi di accogliere l’offerta dei fratelli Zanuso di sostituire, cioè alla Strada Comunale detta dei Cattini in Brendola quella da essi proposta sui propri fondi, verso però cessione di quella comunale e ciò non solo per li insorti reclami di vari Comunisti contro la domandata sostituzione, ma eziandio per li seguenti riflessi d’arte, per i quali ogni risultante d’altronde piccolo risparmio di spesa non sarebbe compensato dai vantaggi che svanirebbero abbandonandosi la linea attuale di ragione del Comune. I suddetti riflessi d’arte sono:

  1. che la strada offerta dai Zanuso sarebbe più lunga di metri 33.80 avrebbe un latifondo con livellette maggiori del 7 % invece di una corda più mole, più regolare e di minor pendenza siccome potrebbesi ottenere coll’attuale
  2. che la strada dei Zanuso percorrebbe in parte incapsulata tra terra, mentre la Comunale è sempre in rialzo
  3. che se quella Zanuso passa d’appresso al alcune casette quella comunale ravvicina la comunicazione dalla strada delle case Ferretto con quella dell’Orna in Brendola
  4. che finalmente non sarebbe accoglibile la strada Zanuso perché non avrebbe che la larghezza di metri tre invece della normale di metri 4,75 ch’è quella determinata per le strade di infima classe

Tanto si annuncia a codesto regio commissario in esito e per praticare a chi spetta analoghe comunicazioni. La commissione tecnica provinciale.

Alla fine dello stesso anno parte una nuova petizione dei Fratelli Zanuso per dimostrare la bontà della permuta contestando punto per punto la sentenza del commissario regio onde avviare un nuovo ricorso ed una nuova sentenza. Il commissario decide di interpellare l’ing. Villanova Niccolò responsabile del progetto di riattazione.Il progetto Nicolò Villanova sarà annullato nel 1841 dopo sconosciuti e non definiti contatti tra lo stesso e l’ingegnere Formenton. Infatti nel giugno 1842 Niccolò Villanova scrive all’Imperial regio Commissario per sostenere la permuta dei fratelli Zanuso secondo il progetto Francesco Formenton.

Riprodurre integralmente il progetto Villanova sarebbe poco interessante ed utile, per cui ci limitiamo a mostrare il disegno curato e riportante tante notizie sui possidenti del momento. E’ un progetto preparato nei minimi dettagli per la riattazione della vecchia strada lunga 503 metri è composto da una lunga serie di capitoli che definiscono con precisione ogni particolare dall’andamento orizzontale, ai cigli, al ponte presso la casa Zanuso, ai vari movimenti di ghiaia.

Finalmente nell’agosto 1842 il capo dell’I.R. Ufficio Provinciale delle pubbliche costruzioni esprime parere favorevole alla permuta.

Nel novembre del 1842 il Consiglio Comunale delibera di ribadire il proprio parere favorevole alla permuta ritenendo che la strada dei Cattini era sempre stata considerata cavallara. Inoltre liquida lire austriache 255.30 all’ing. Villanova Niccolò con una lettera di ringraziamento per l’impegno ed il lavoro svolto. Erano presenti in sala consiliare :

GONZATI SERAFINO, ZANUSO BORTOLO, ZIGIOTTI GIROLAMO, ANSELMI LUIGI, PIOVENE NOB. ANTONIO, FACCHIN ANGELO, BISOGNIN GIOBATTA, CHIARELLO GIOVANNI, VALDAGNO GIACOMO, CARETTA ANTONIO, TAMIOZZO ANTONIO, ROSSI ANTONIO, REZZARA PIETRO, BRUTO REVESE LODOVICO, BELTRAME ANTONIO, VINANTE GIUSEPPE, VACCARI GIACOMO

FINALMENTE IL 13 MARZO 1843 ALLE ORE 11 ANTEMERIDIANE

Sembrava finita la diatriba invece giunge, in data 8 luglio 1843 una nuova ordinanza con l’ordine di esporre nuovamente un avviso ad opponendum perché non tutti gli opponenti hanno ritirato la loro protesta. L’avviso viene pubblicato ed affisso il 16 luglio 1843 e le eccezioni possono venir insinuate per iscritto entro 15 gg presso il Regio Commissariato.

Il 30 ottobre abbiamo l’elenco ed il ritiro degli opponenti come si può leggere nel documento.

Siamo nel dicembre del 1844.

Mancano le firme di Santo Beltrame e di Vinante Giuseppe dalla lista per cui I.R. Ufficio richiede ulteriori chiarimenti al Comune che spiega la morte del primo e l’infermità del secondo. La Comune invitati regolarmente gli opponenti subentrati ai padri nei possedimenti comunica all’I.R. ufficio delle pubbliche costruzioni che il Beltrame dichiara di non aderire che per un corrispettivo maggiore di quello calcolato in stima dall’ing. Formenton, mentre il Vinante non vuole a nessun patto e compenso acconsentire alla cessione del terreno. In base al progetto Francesco Formenton risulta che si occupano solo metri quadrati 4.18 di terreno del Beltrame ed metri 1.88 del Vinante.

Pertanto l’ingegnere propone di attuare delle modifiche al progetto onde evitare l’occupazione dei fondi dei suddetti proprietari. Vediamo il progetto F. Formenton, personaggio che scriveva molto e di cui riporto alcuni titoli di libri.

Formenton F., Appendice al discorso sulla manutenzione delle strade foresi ed urbane in generale e nuovo piano per mantenere e rinnovare le strade di Vicenza applicabile in ogni luogo … con cenni sulle discipline ufficiali intorno alle fabbriche civili, Vicenza, Tip. Paroni, 1854

Formenton F., Dialoghi sulla manutenzione delle strade a ghiaja e proposta per organizzarne la direzione e sorveglianza nelle provincie Lombardo-Venete, Vicenza, s.e., 1856

Formenton F., Discorso sulla manutenzione delle strade a ghiaia e proposta per organizzarne la direzione e sorveglianza nelle provincie lombardo venete, Vicenza, Tip. Paroni, 1856

Formenton F., Discorso sulla manutenzione delle strade foresi ed urbane e nuovo piano per mantenere e rinnovare le strade di Vicenza applicabile in ogni luogo … con cenni sulle discipline ufficiali intorno alle fabbriche civili, Vicenza, Tip. Paroni, 1854

Formenton F., I primi studii del nuovo piano di manutenzione stradale e considerazioni ampliate sul medesimo seguite da un progetto di direzione e sorveglianza alla manutenzione delle strade d’ogni provincia, Vicenza, Tip. eredi Paroni, 1855

Progetto definitivo di F. Formenton

Presso la biblioteca bertoliana si trovano106 opere per 185 volumi, di Francesco Formenton di carattere storico, artistico e letterario, tra cui due cinquecentine. Serie delle pubblicazioni del donatore sulla manutenzione urbanistica, su artisti ed illustri vicentini e su fatti storici del Risorgimento vicentino. Non meno importanti: il manoscritto in 9 volumi Cronaca vicentina dal 1867 al 1 dicembre 1874 ed un Sommario della stessa cronaca. Precedentemente, nel 1868, Formenton aveva donato alla Biblioteca i manoscritti Storia e guida di Vicenza, Descrizione di alcune città d’Italia e i due volumi manoscritti di Giovanni Da Schio Dizionario geografico, topografico e del dialetto vicentino.

Nato a Vicenza nel 1799 e laureato in matematica, Francesco Formenton dal 1842 al 1856 era stato responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune e direttore dei Lavori pubblici. Era stato poi estromesso dall’ufficio per motivi politici e costretto all’esilio per i fatti del 1848.

A VICENZA IL 5 SETTEMBRE 1845 si svolge l’asta per l’appalto dei lavori per la strada dei Cattini in Brendola a cui partecipano

Benetti custode di Domenico di Brendola
Fracasso Pietro di Montecchio Maggiore

Il prezzo d’asta al ribasso parte da 1323 lire austriache offerte da:
Benetti 1323
Fracasso 1318
Benetti 1313
Fracasso 1312
Benetti 1310
Fracasso1305
Benetti 1300
Fracasso 1295
Benetti 1290
Fracasso 1289
Benetti 1288
Scade il tempo a disposizione e il Benetti si aggiudica l’asta e la manutenzione per 88 lire austriache di manutenzione

Il 18 settembre 1845 viene deliberata l’accettazione da parte dell’I.R. DELEGAZIONE PROVINCIALE e dalla Comune di Brendola

Il 4 aprile 1846 viene terminata la strada e pagata la prima rata di 403.54 lire austriache da Fratelli Zanuso Bortolo e Luigi che contestano il ritardo nella consegna dell’opera stabilita per il giorno 8 marzo 1846 . La multa di 66.63 lire austriache pattuita in caso di ritardo nella consegna viene condonata in seguito alla dimostrazione di alcuni lavori eseguiti gratuitamente pur non concordati e previsti dal progetto.

Collaudatore ing. Civile Giobatta Cita 18 aprile 1846